La Bibbia del Biliardo

Lupinis in fabula

di Alberto Cavallaro


Ciao, Scienziato 
prima di tutto grazie per avermi risposto,
dunque... mi hai accennato a Lupini!!!!
Adesso ti dico quanto è piccolo il mondo:
Lupini (penso che non si tratti di un omonimo, sarebbe una coincidenza troppo casuale) l'ho conosciuto una quarantina d'anni fa! Ero un ragazzino di 15/16 anni e andavo al salone "Rinascita" di Sesto Fiorentino, dove c'erano tre o quattro biliardi a stecca, regolarmente con le buche... lì c'era un appassionato e dotatissimo giocatore che si chiama (è ancora vivo anche se non messo molto bene purtroppo) Paolo "paperino" Gelli.
Paolo, aveva sconfitto in una serata magica (ed unica) niente di meno ché Marcellone Lo Scuro. Ma Paolo era il poeta dei tiri impossibili e non un "giocatore": grande sensibilità, carattere fragile e sognatore, caratteristiche che lo avevano sempre penalizzato nei risultati.
Devi sapere che a Sesto c’era una caserma dove Lupini negli anni 60 faceva il militare. Nella libera uscita andava sempre a giocare a biliardo nel locale “Rinascita”: era già molto dotato anche a 20 anni e l’unico che lo poteva battere era Paolo, quindi giocavano spesso e volentieri e divennero “amici”. Io e molti altri aspettavamo sempre che quel giovane militare (giocava sempre in divisa) magro e scavato (così me lo ricordo a distanza di anni) venisse per giocare e ti assicuro che erano partite molto belle.
Lupini, che sicuramente non si ricorderà di me perché ho avuto solo una volta l’occasione di scambiare due parole con lui, è tornato a Firenze alcuni anni fa in occasione di un torneo importante, mi sembra a Villa Demidoff, ed è venuto a Sesto dove dopo 40 anni ha rincontrato Paolo Gelli, c’ero anch’io e devo dire che la vita talvolta da’ emozioni semplici, ma così struggenti da stringerti l’anima, Paolo era già malato, ma quando nella sala di un locale chiamato “ Sdrucciolo” si sono rivisti e hanno riparlato dei loro 20 anni e delle loro partite di allora, c’era un’atmosfera irreale che ha coinvolto tutti coloro che erano nella sala.
Niente! Mi farebbe piacere se tu, rivedendo Lupini, gli accennassi a quanto ho scritto o gli facessi leggere questa mail.
Ciao auguri e fammi sapere.



Alberto Cavallaro