La Bibbia del Biliardo

Il
biliardo nel… “biliardo”
di
Giuseppe “Peppino” Consagno
Spesso nella
vita capita che intuizioni geniali scaturiscano da errori o dalla casualità
degli eventi, oppure da fulminanti ispirazioni del momento.
Nel biliardo è la stessa cosa; nel caso del sistema “il biliardo
nel biliardo”, la causa che ha scatenato la fantasia e l’inventiva
di Giuseppe Consagno è stata “l’insonnia”. Una
notte insonne in un albergo di Rimini, ed ecco che scocca la scintilla nella
mente del nostro campione: “Ma se divido il biliardo in tanti piccoli
biliardi, non posso sfruttare l’angolo 50 o altri sistemi per risolvere
situazioni anomale e/o difficili?”. Prese così forma un metodo
che può essere utilizzato modificando e adattando, con solo pochi
ritocchi, i sistemi tradizionali.
Vediamone
le varie applicazioni _______________________________________________________________________________
In figura 1 è raffigurata una steola (o “stevola”), con tutte le bilie posizionate nello stesso settore e parallele alla sponda corta del biliardo. Normalmente, quando ci si ritrova ad affrontare una tale situazione di gioco, l’unica cosa da fare per “prendere la palla avversaria”, è quella di ricorrere all’intuito affidandosi al “colpo d’occhio”. Se però applichiamo l’idea di fondo concepita da Peppino Consagno nella sua notte insonne, ecco che possiamo avere una maggiore precisione nel colpire la palla avversaria sulla porzione che desideriamo, semplicemente utilizzando il sistema del diamante denominato “Angolo 50”, che tutti conoscono, il quale ci viene in aiuto in maniera sorprendente.
Figura 1
Per farlo, dobbiamo
costruire mentalmente, all’interno del biliardo, nel settore dove
si trovano le bilie, un “altro” mini-biliardo immaginario così
come viene chiaramente rappresentato in figura 1.
Ovviamente il nostro biliardo ipotetico, pur rispettando pienamente il rapporto
2 a 1 di un biliardo reale, avrà tre sponde “reali” ed
una immaginaria, comunque questi tre lati “visibili” su quattro,
ci consentono ampie possibilità di “manovra”.
All’interno del nostro mini-biliardo applicheremo le stesse procedure
di calcolo del classico sistema “Angolo 50” e quasi le stesse
numerazioni (vedi fig. 1), esattamente come se fosse un biliardo completo.
Diciamo “quasi le stesse numerazioni”, in quanto in questo caso,
a differenza del sistema classico, i valori numerici si incrementano di
20 punti (anziché 10) da diamante a diamante, questa l’unica
differenza, mentre per il resto si applica il tutto nel modo tradizionale.
Una volta costruito il mini-biliardo, per dare una base di partenza al sistema,
collochiamo al suo interno il valore 50, il quale è sempre relativo
ad un angolo che è determinato dalla posizione della palla battente.
Definito l’”Angolo 50” e, a seguire, tutte le altre numerazioni
derivanti, possiamo passare alla risoluzione pratica del problema di gioco
che dobbiamo affrontare, cioè quello indicato in fig. 1. Volendo
colpire la palla avversaria nella porzione per mandarla in castello, vediamo
che la stessa si trova in corrispondenza del valore 20 sulla sponda immaginaria
del nostro mini biliardo, mentre la biglia battente si trova nei pressi
dell’angolo 50 di partenza, pertanto a questo punto ecco che disponiamo
dei due dati essenziali che ci permettono di calcolare, secondo la formula
classica del “sistema dei diamanti”, il punto di mira sulla
prima sponda del nostro biliardo immaginario.
FORMULA: PARTENZA - ARRIVO = MIRA pertanto: 50 - 20 = 30
Applicando questo metodo di calcolo, dato che il biliardo è sottodimensionato, mentre le bilie sono della grandezza naturale (e quindi sproporzionate), per avere una maggiore precisione è necessario dare un poco di effetto in più del solito, allo scopo di far quadrare le geometrie del sistema, e inoltre occorre calcolare tutte le battute sulla gomma e non sui diamanti. Pertanto tutti i riferimenti vanno presi “fronte ai diamanti” e non in “proiezione”.
Provatelo, avrete delle piacevoli sorprese, bilie che prima erano di difficile attacco, ora potranno diventare dei tiri di contrattacco che possono dare una svolta alla partita.
________________________________________________________________________________
In figura 2 il nostro biliardo immaginario “si è spostato” al centro del tavolo reale, in questo caso, non avendo nessuna delle due sponde lunghe fisicamente presenti, non potremo utilizzare le metodiche dell’Angolo 50, però adottando una opportuna numerazione (vedi figura 2) si può calcolare un traversino di calcio come fosse un tiro di candela.
figura 2
Il calcolo è molto semplice, infatti basta far coincidere il valore di partenza con il medesimo valore sulla sponda di mira per realizzare il birillo rosso.
Es.: partenza dal valore 6 = mira al valore 6 della sponda superiore = birillo centrale
_______________________________________________________________________________
Utilizzando lo stesso concetto preso in esame in fig. 2, ma variando sia
le numerazioni che le modalità di calcolo, si può risolvere
la “scabrosa” situazione di gioco raffigurata in Figura 2/bis.
Figura 2/bis
_______________________________________________________________________________
In figura 3 il biliardo immaginario viene visualizzato nel rettangolo in
alto a destra del nostro biliardo reale e in questo caso possiamo sfruttare
ancora le numerazioni e le procedure dell’angolo 50 per poter tirare
un traversino di calcio con effetto, nel caso in cui la traiettoria senza
effetto dovesse essere preclusa dalla presenza del pallino, (l’uscita
0 richiede 2/3 di effetto).
figura 3
_______________________________________________________________________________
Oppure, sempre a causa di una stevola, giocare di “una al volo”,
come in figura 3/bis.
Partenza 50 meno Arrivo 20 = Mira 30.
figura 3/bis
(Per andare al volo con precisione sulla seconda sponda, bisogna tirare quasi senza effetto oppure alzare la battuta di mira di circa due punti)
_______________________________________________________________________________
Figura 4, in questo caso un aiuto per meglio focalizzare il nostro biliardo virtuale, ci è dato dalla penitenza di pallino, la quale nella fattispecie ci determina esattamente il nostro Angolo 50. Partendo da questo punto iniziale, la collocazione degli altri valori all’interno del nostro mini-biliardo sono più facilmente identificabili.
figura 4
Calcolo: la posizione della palla avversaria indica il valore di arrivo
15, dato che la battente parte dall’angolo 50, applicando la formula:
Partenza – Arrivo = Mira, cioè: 50 - 15 = 35.
(Come per il sistema in figura 3/bis per andare al volo con precisione sulla seconda sponda, bisogna tirare quasi senza effetto oppure alzare la battuta di mira di circa due punti)
_______________________________________________________________________________
In figura 5, il biliardo da immaginare è composto per metà dal quadrato superiore del biliardo reale e per metà è esterno e visualizzato perpendicolarmente al biliardo reale.
Questa situazione, anche se non è di facile visualizzazione concettuale, offre diverse possibilità di utilizzo. Infatti, se ci troviamo ad affrontare una messa “dura” con bilie allineate sulla mezzeria trasversale del biliardo, possiamo, ricorrendo anche questa volta alle numerazioni ed alla formula dell’Angolo 50, cercare di andare con precisione sulla porzione di biglia avversaria che ci serve per mandarla in castello.
figura 5
_______________________________________________________________________________
Ricorrendo alla stessa costruzione concettuale vista in Fig. 5 e sempre grazie al suo personalissimo modo di adattare l’Angolo 50 alle più svariate situazioni di gioco, Peppino Consagno ha reso famoso il tiro (denominato: “passaggio a sud ovest”) raffigurato in figura 5/bis, eseguendolo materialmente a Saint Vincent (con tanto di ripresa RAI), nella semifinale del Gran Prix di Goriziana 2003, contro Gustavo Zito, e facendo letteralmente esplodere la platea del Palais.
Si tratta di un tiro indiretto di quattro sponde, in cui la battente (la bilia bianca nello schema) prima fa un angolo stretto di corta-lunga, e poi, dopo aver urtato in successione l’altra sponda lunga e la corta, si “ingaruffa” indirizzandosi sulla bilia avversaria.
(N.B.) Normalmente, in una simile circostanza di gioco un tre sponde o un cinque sponde di calcio sarebbero le scelte più ragionevoli, però nella circostanza, la presenza del pallino precludeva al nostro Peppino l’esecuzione di entrambi. Per cui… a mali estremi, estremi rimedi…
figura 5/bis
Anche in questo caso, Consagno, per calcolare il tiro con maggiore precisione, è ricorso al suo sistema del biliardo immaginario ed alla formula dell’Angolo 50. Questo gli ha consentito di valutare l’esatta battuta sulla terza sponda lunga del biliardo e di conseguenza sulla quarta (terza sponda uscita 20 = quarta sponda uscita 10 = birillo centrale), dopo di che, marcando solamente di più l’effetto, ha eseguito come se stesse tirando un normale tre sponde di calcio.
Ovviamente, di fronte a certe soluzioni di gioco che escono dai normali canoni, il calcolo, per quanto preciso possa essere, di per sé non basta per realizzare un capolavoro come fece Peppino in quella circostanza. E’ chiaro che il giocatore, come si dice in gergo: “Ci deve mettere del… suo”… Però è innegabile che avere una base di calcolo alla quale fare riferimento, aiuta, se non altro perché infonde sicurezza e quindi attenua la tensione sia emotiva che muscolare del giocatore.
Concludendo, auguro egoisticamente a “Peppino” Consagno molte
altre notti insonni, se il risultato è quello di ricavarne altre
simili splendide intuizioni che arricchiscono, dal punto di vista tecnico,
tutti gli appassionati di Biliardo.
Testo e disegni di Roberto Belletti (www.labibbiadelbiliardo.it)
Collaborazione di Luigi Ceron